Terricciola è un piccolo paese di circa duemila abitanti situato nella provincia di Pisa, tra Pontedera e Volterra, nella zona chiamata Valdera.
Questo territorio prende il nome dal fiume Era che nasce a Volterra e confluisce nell’Arno a Pontedera, ma nel XV e XVI secolo l’area era indicata negli scritti di governo fiorentini come “Le Colline Pisane” o, più frequentemente, come “Le Colline” a causa della caratteristica conformazione collinare.

Il nome deriva da Turris, per le tre torri di avvistamento un tempo presenti, delle quali oggi rimangono solo tracce integrate in edifici successivi.
Sequence 01La collocazione di Terricciola è da sempre stata un fattore determinante per la storia e la politica della zona; si trova infatti a breve distanza dai maggiori centri della Toscana (tutt’oggi basta poco più di un’ora di viaggio per arrivare a Pisa, Livorno, Volterra, Firenze o Lucca) e la conformazione morfologica ha contribuito, durante i secoli, a rendere questo borgo un’importante area strategico-militare.
Fattore di rilevanza strategica in periodo di guerra che si trasforma in piacevole elemento di natura paesaggistica in tempi di pace.

Le prime notizie ufficiali sul territorio di Terricciola si hanno nel 1109, quando viene effettuata una donazione a favore del Vescovo Ruggeri di Volterra. Stretto è il rapporto di questo borgo con la vicina città di Volterra e soprattutto con la sua diocesi (alla quale appartiene tutt’oggi), infatti nel 1186 una vicina località, chiamata Castelvecchio e Castrovecchio, era il principale punto di riferimento della zona e lo è stato fino al 1400.

Per quanto riguarda le origini, i dati sembrano risalire fino alla seconda metà dell’VIII secolo a.C.
A differenza dei ritrovamenti in altre zone della Toscana, in Valdera non sembra possibile riscontrare una concentrazione urbana a favore di Volterra, quanto piuttosto una serie di piccoli centri dislocati sulla sommità delle principali alture.

Ma è nell’età successiva che abbiamo un quadro più preciso della situazione, datoci dalle tombe a camera ipogea che denotano la presenza famiglie di un certo rilievo politico ed economico, con reperti di uso quotidiano ma anche steli raffiguranti scene di tipo sacerdotale. Numerosi sono i ritrovamenti di urne etrusche soprattutto a causa dell’intensa trasformazione agraria del XVIII secolo, tanto che l’arciprete Giovannelli ­ erudito dell’epoca e appassionato di archeologia – scrive che

interdum inter ef odiendos agros, sepulchralia monumenta eruntur,
cum Idolis vel aeris, vel marmoreis, uti proximi elapsis diebus egomet vidi
fragmenta cuiusdam sepulchralis arne recens erutae,
cui insculptae cirum erant pro ornatu Deorum Manium imagines.

Le urne ritrovate vanno a documentare la presenza, nel III secolo a.C., di un ceto di piccola aristocrazia rurale, ovvero una classe sociale che vive sulla terra di cui è proprietaria, dotata di non elevate facoltà economiche ma che recepisce i modelli culturali della corrispondente classe urbana Volterrana, andando così a costituire una centralità sì di minore importanza rispetto ai centri più grandi, ma significativa per quanto riguarda la produzione e il commercio di prodotti quali l’olio il vino, grazie al particolare tipo di terreno ricco di sabbie e depositi fossili, adatto soprattutto alla coltivazione dell’ulivo e della vite ed elogiato anche da Giovanni Mariti nel 1799 nel suo Odoporico o sia itinerario per le colline pisane.

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Terricciola è stata un elemento importantissimo nella guerra tra Pisa e Firenze. Essa giurò fedeltà alla Repubblica di Firenze nel 1284, dopodiché subì un dominio alternato fino al 1496, quando si ribellò al dominio gigliato e la Repubblica di Pisa ne assunse il controllo, insieme alla maggior parte dei territori limitrofi. La risposta di Firenze non si fece attendere e il castello del borgo fu il primo ad essere riconquistato. Per la ricostruzione di questa parte di storia terricciolese sono fondamentali gli scritti di governo di Niccolò Machiavelli, che ci danno un quadro abbastanza definito della situazione del tempo, assieme alle cronache di Piero Parenti e Bartolomeo Cerretani
La zona viene generalmente chiamata Le Colline e comprende tutti i piccoli borghi posti a sud di Pontedera e a Nord di Volterra, inclusa Terricciola, importanti molto per le vettovaglie che di quivi a Pisa si conducevano e perché interrompevano a’ fiorentini il commercio del porto di Livorno. Questo è il principale motivo per il quale furono erette fortificazioni e castelli come quello di Soiana (o Soiano), piccola frazione dell’attuale comune, che grazie a ciò venne nobilitata. E’proprio nel tentativo di espugnare il suddettocastello che perse la vita Piero Capponi:

“ [ … ] essendovi andato il campo de’ fiorentini con intenzione d’espugnarlo il dì medesimo, e
però avendo fatto guastare tutti i passi del fiume della Cascina e messo in sulla riva le genti
d’arme in battaglia, acciocché gli inimici non potessino soccorrerlo, mentre che Piero Capponi,
commissario de’ fiorentini, procura di fare piantare l’artiglieria, percosso da uno degli archibusi
della terra nella testa, perdé la vita subitamente; fine, per la ignobiltà del luogo e per la piccola
importanza della cosa, non conveniente alla sua virtù”.
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Nel tempo, per valorizzare i prodotti locali sono state create sagre e feste che continuano ancora oggi.
La più antica delle sagre terricciolesi ancora esistenti è la Festa dell’Uva e del Vino, la cui prima edizione risale al 1963 e che, pur essendosi modernizzata negli anni, ha sempre mantenuto quello spirito di forte aggregazione sociale tipico dei piccoli paesi di stampo rurale, costituendo un periodo di festa per gli abitanti e per gli avventori provenienti da fuori, oltre che una vetrina per i produttori locali che in questa occasione presentano i frutti del proprio lavoro nel giardino comunale, già storicamente luogo adibito agli eventi.

Tra gli altri eventi più importanti e con maggiore affluenza ci sono il Festival della Fragola, nato nel 1982, la Notte Bianca del Vino, Calici di Stelle e la Camminata “Terricciola Città del Vino”.

 

 

Tratto da Tra le colline. Un nuovo centro polifunzionale a Terricciola

Tesi di laurea di Francesco Balducci

Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Architettura